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Tecnica · 21 aprile 2026

Le basi dell'espresso perfetto: rapporto, temperatura, tempo

Tre parametri decidono la riuscita dell'espresso. Capirli permette di diagnosticare e correggere ogni difetto. — di Dieter Eitz

Le tre variabili che controlli

In fondo l'espresso è fisica e chimica. Tre parametri definiscono il risultato:

Il rapporto: 1:2 come punto di partenza

18 g di caffè → 36 g di liquido = rapporto 1:2. Non è un dogma, ma un punto di partenza collaudato. Ristretto (1:1,5) più intenso, lungo (1:3) più leggero. Senza bilancia si lavora alla cieca.

Temperatura: 90–96 °C a seconda della tostatura

Le tostature chiare richiedono una temperatura più alta (93–96 °C), quelle scure più bassa (88–92 °C). Troppo bassa → acido. Troppo alta → amaro.

Tempo di estrazione: 27–30 secondi

Dall'avvio della pompa allo stop, un doppio espresso impiega 27–30 secondi. Più veloce = sottoestrazione (acido). Più lento = sovraestrazione (amaro).

Diagnosi rapida:
Acido + fluido = sottoestratto → macinatura più fine, temperatura più alta
Amaro + asciutto = sovraestratto → macinatura più grossa, temperatura più bassa
Acquoso con un gusto per il resto corretto = rapporto troppo alto (troppa acqua)

I primi passi, uno per uno

  1. Macinare 18 g di caffè (cestello doppio)
  2. Distribuire in modo uniforme con un distributore
  3. Pressare con circa 15–20 kg di pressione (in piano, in verticale)
  4. Avviare il timer all'avvio della pompa
  5. Fermare a 36 g di liquido (obiettivo: ~27–30 s)

Troppo acido? Macinatura di un passo più fine. Troppo amaro? Di un passo più grossa. Una sola variabile alla volta.

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